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@AstroSamantha: “Quanto è bella l’Italia da quassù”

Prima ‘Inflight-Call’ per l’astronauta italiana, in diretta video dalla ISS con la sede dell’ASI a Roma. E' già entrata nel vivo, intanto, l’intensa attività scientifica della missione: ecco tutti i dettagli. Video: l'integrale

Al diciannovesimo giorno a bordo della ISS, arriva la prima inflight-call per Samantha Cristoforetti: 20 minuti ininterrotti di collegamento video con i giornalisti, riuniti per l’occasione all’Auditorium della sede dell’ASI a Roma. Ed è veramente difficile trovare un solo momento in cui l’astronauta italiana non sorrida.

“Certo quassù ci sono anche molte attività di routine – spiega – ma c’è sempre da imparare ed è tutto molto interessante. E mi interessa in particolare – sottolinea – diventare ogni giorno di più una creatura dello Spazio”.

A chi, dalla platea, fa la domanda di rito e chiede un saluto per il Natale alle porte, risponde così: “Io dall’Italia, a partire naturalmente dall’ASI, ho avuto davvero moltissimo. Il mio augurio è semplicemente questo: che sempre più italiane e italiani possano dire la stessa cosa”.

Racconta, Samantha, della sua quotidianità a bordo, dell’assenza di nostalgia per la Terra – assorbita dalle tante cose da fare e imparare a bordo. Anche se “l’Italia vista da quassù – lo ripete due volte – è davvero bella”.

E racconta, ancora, del giorno del lancio, il 23 novembre. Talmente denso di emozioni, spiega, che è quasi “impossibile individuare un momento che sia il più bello in assoluto”. E poi dice dei libri - libri veri, fatti di carta - che ha voluto portarsi sulla ISS: di Rodari, di Calvino, di Saint-Exupery.

“Finora non ho avuto tempo di leggere – dice – ma mi piace l’idea di poterli tirare fuori, in un momento di tranquillità, magari mentre da sola sto guardando la Terra dalla cupola, per sfogliarne qualche pagina".


Intanto sono entrate nel vivo, e proseguono con successo, anche le attività relative all’esecuzione del piano di ricerca dell’ASI per la Missione Futura. “Sulle attività scientifiche - ha commentato l’astronauta - ho avuto un battesimo di fuoco già il mio secondo giorno quassù”.

Mercoledì 26 novembre, infatti, la Cristoforetti ha effettuato una sessione completa dell’esperimento Blind & Imagined, che ha l’obiettivo di comprendere più a fondo i meccanismi neurologici di adattamento motorio alla condizione prolungata di assenza di gravità.

Samantha ha anche eseguito le fasi di set-up e calibrazione di Elite-S2, il sistema dell’ASI utilizzato a bordo della ISS per questo genere di studi, e si è applicata sul corpo i target riflettenti che vengono ripresi dalle telecamere ad infrarossi di Elite-S2 per registrare i movimenti. L’analisi preliminare dei dati, arrivati a terra due giorni dopo, ha confermato la riuscita dell’esperimento.

Il piano di ricerca ASI è proseguito, lo stesso giorno, con l’esecuzione della sessione di ultrasuoni dell’esperimento Drain Brain, che ha la duplice finalità di migliorare le conoscenze sulla fisiologia umana del ritorno venoso cerebrale in condizioni di microgravità e di realizzare un nuovo strumento di diagnosi, da utilizzare a terra su pazienti affetti da malattie neurodegenerative.

Samantha ha effettuato l’attività utilizzando il sistema di analisi eco-doppler della “Human Research Facility” della Stazione. Grande soddisfazione è stata espressa dai ricercatori per come la nostra astronauta ha condotto l’esperimento e per l’ottima qualità dei dati ricevuti.

Martedì 9 dicembre la Cristoforetti ha poi effettuato la prima raccolta di campioni biologici prevista dal protocollo dell’esperimento Bone/Musce Check. La ricerca mira all’utilizzo di marcatori biologici presenti nella saliva per valutare le condizioni del metabolismo osseo e muscolare degli astronauti e monitorarne i cambiamenti nel tempo. Samantha effettuerà da tre a cinque prelievi nel corso della missione alla fine della quale i campioni saranno trasportati a terra e messi a disposizione del gruppo di ricerca.

Intanto tutto è pronto per il lancio degli strumenti per l’esecuzione della parte pletismografica per la misura del flusso venoso di Drain Brain e per l’esperimento Wearable Monitoring di monitoraggio del sonno degli astronauti.

Gli strumenti, che erano andati perduti nell’incidente di fine ottobre dell’Orbital-3, sono stati prontamente rimpiazzati e questa settimana sono arrivati al Kennedy Space Center e consegnati a NASA per l’imbarco su SpaceX-5, il cui lancio è previsto il 19 dicembre.

Il supporto da terra degli esperimenti della Missione Futura è fornito dallo “User Support and Operation Control” dell’Agenzia Spaziale Italiana installato a Livorno presso la Kayser Italia. Le operazioni sono dirette da Salvatore Pignataro, direttore della Missione Futura e responsabile della utilizzazione della ISS per l'Unità Volo Umano Spaziale dell'ASI.

“L’esecuzione a bordo dell’ambizioso piano di ricerca - ha spiegato Pigantaro - è cominciato nel modo migliore. Questo ripaga del duro lavoro di preparazione degli esperimenti e delle operazioni. Le soddisfazione e il ringraziamento di ASI e dei ricercatori hanno già raggiunto Samantha sulla ISS”.

I nove esperimenti della Missione Futura porteranno a 66 gli esperimenti realizzati dall’Agenzia Spaziale Italiana sulla Stazione Spaziale nell’ambito della Utilizzazione nazionale della ISS, a partire dal 2001. La realizzazione degli esperimenti è stata supportata dallo sviluppo di 24 payload e dal coinvolgimento di circa 130 gruppi di ricerca nazionali e internazionali.