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Agile ‘prende’ il Granchio

Il satellite italiano scopre un’emissione improvvisa di raggi gamma proveniente dalla ‘Crab Nebula’

30 Set 2010

La Nebulosa del Granchio (Crab Nebula) è senza dubbio uno degli oggetti celesti più famosi che si conoscano. Si tratta di una stella esplosa nel 1054 - e registrata dagli astronomi cinesi - che è ora un Resto di Supernova con al centro una delle pulsar più potenti. La “Crab” come viene chiamata tra gli addetti ai lavori, è stata per decenni considerata la sorgente X e gamma stabile per eccellenza, ed è infatti usata come un’unità di misura di flusso in astrofisica.

 

Grande stupore ha destato quindi l’ultima scoperta messa a segno dal satellite AGILE, la missione dell’Agenzia Spaziale Italiana condotta in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Tra il 19 e il 22 settembre scorsi, AGILE - grazie alla sua capacità di monitoraggio del cielo gamma e di allerta rapida che ha portato all’annuncio con il Telegramma Astronomico n. 2855 del 23 settembre - ha infatti rilevato una forte emissione transiente registrata nella direzione della Crab. Molti telescopi (Swift, INTEGRAL, Hubble, Chandra) hanno poi puntato o stanno puntando la Crab in seguito a questa scoperta. Il satellite della NASA Fermi ha confermato la rivelazione il giorno dopo con il Telegramma n. 2861.

 

 

 

Il PI di AGILE, Marco Tavani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica così spiega il significato della scoperta: “La rivelazione è notevole sia per la sorpresa che ci porterà a riscrivere i nostri libri di astrofisica delle alte energie, che per le caratteristiche dell’emissione. Possiamo già da ora escludere la pulsar come sorgente diretta dell’emissione transiente gamma, e i ‘sospetti’ sono ora tutti sulla parte interna della Nebulosa. Tale regione è nota produrre shock idrodinamici indotti dal vento molto forte di onde e particelle che si originano dalla pulsar e che interagiscono con il mezzo gassoso circostante. Le osservazioni di Chandra e di Hubble stanno dando e daranno delle informazioni preziosissime per identificare con precisione il fenomeno. Intanto però possiamo dire che i dati di AGILE confermano l’esistenza di accelerazione di particelle molto più efficiente del previsto in questi shock nebulari. Tali risultati sono il frutto del gran lavoro del team AGILE, dell’ASI Space Data Center e dei nostri collaboratori internazionali”.

 

“Il satellite AGILE- spiega Barbara Negri, responsabile ASI dell’unità Esplorazione ed Osservazione dell’Universo- continua a portare avanti con successo le scoperte astrofisiche in cui la velocità di risposta, a seguito della segnalazione di un fenomeno astrofisico transiente, è determinante per capire la natura del fenomeno osservato. Questa velocità operativa ha caratterizzato uno dei più grandi successi dell’astronomia italiana degli ultimi decenni. Infatti, sfruttando proprio questa velocità nel puntamento, il satellite Beppo-SAX ha chiarito un mistero astrofisico che durava da più di 30 anni e cioè l’origine extragalattica dei lampi di luce gamma. Per questa importante attività scientifica, la Società Italiana di Fisica ha assegnato il Premio “Fermi” 2010 al Prof. Filippo Frontera, dell’Università di Ferrara e al Dott. Enrico Costa dell’INAF-IASF, che sono stati fra gli ideatori della missione Beppo-SAX.”

 

"L'inaspettata emissione di energia da parte della Nebulosa del Granchio - commenta Bruno Coppi, Professore di Fisica al Massachusetts Institute of Technology -  non è solo una scoperta di grande interesse astrofisico, ma conferma in maniera esemplare quanto recentemente più volte evidenziato: il cielo osservato nella radiazione X e Gamma è ormai un grande laboratorio di fisica del plasma. I fenomeni che osserviamo con dettagli sempre maggiori ci offrono la possibilità di comprendere processi di emissione di energia da parte di plasmi magnetizzati ad alta temperatura che non conoscevamo. Queste nuove conoscenze saranno senz'altro utili per sostenere gli esperimenti attualmente in corso in ambito internazionale per la produzione di energia con caratteristiche molto attraenti dal punto di vista ambientale. La ricerca astrofisica pura, che sembra essere lontanissima da qualsiasi applicazione pratica, si rivela ancora una volta fondamentale per migliorare le nostre condizioni di vita futura".

“Il satellite Agile – aggiunge Enrico Flamini, Chief Scientist dell’ASI - pur nella apparente semplicità costruttiva si dimostra ancora una volta estremamente efficace per la sua alta specializzazione” .