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Addio a Franco Pacini, pioniere delle ricerche sulle Pulsar

L'astrofisico italiano si è spento nella sua Firenze dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 73 anni a maggio

26 Gen 2012

“E’ con profondo rammarico che ho appreso della scomparsa del professor Franco Pacini, figura fondamentale nel panorama dell’Astrofisica mondiale e italiana": con queste parole Enrico Saggese, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, ha commentato la tragica notizia giunta questa mattina.

 

Ordinario di Astrofisica all’Università della sua città, Firenze, dove era nato il 10 maggio del 1939,  Franco Pacini (laureatosi in Fisica a Roma nel 1964) è stato per circa 20 anni direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Presidente del Consiglio scientifico dell’ASI e unico italiano Presidente della IAU (l'Unione Astronomica Internazionale)

 

"Pacini - ha dichiarato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi - è stato un professore, scienziato e divulgatore di straordinario livello, che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a trasmettere le sue conoscenze alle generazioni più giovani. La città perde non solo una persona di scienza e di cultura, ma anche un cittadino illustre di grande impegno civile. Lo ricordo come un uomo appassionato, determinato e instancabile".

 

Tra i suoi tantissimi meriti, va ricordato che Franco Pacini ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione del Large Binocular Telescope, il più grande telescopio ottico su singola montatura mai realizzato (in Arizona). Nel 1997 è stato premiamo della Presidenza del Consiglio per la Scienza e nel 2001 è stato nominato Commendatore della Repubblica. A lui è stato anche dedicato un asteroide, il numero 25601, che porta il suo nome. E’ ricordato inoltre come autore di un numero vastissimo di pubblicazioni e ricerche nel campo dell'astrofisica teorica e delle alte energie.

 

"Sono molti gli aspetti che contribuiscono a rendere unica la figura di quest’uomo di scienza.  - ha concluso Saggese nel ricordare la figura di Pacini-. Nel campo della ricerca, vorrei ricordare i suoi studi pioneristici sulle stelle di neutroni e le pulsar, che hanno aperto un nuovo e importante fronte nell’astrofisica moderna. Alla sua scuola si è, inoltre, formata un’intera generazione di astrofisici. Grande anche la sua attività di divulgazione  dell’astronomia e delle missioni spaziali, a cui ha sempre dedicato molto del tempo, e che rappresenta un canale importante per comunicare la scienza verso il pubblico.”