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Ad AGILE il Bruno Rossi Prize 2012

Premiati il team della missione italiana e il suo responsabile Marco Tavani

12 Gen 2012

Il più prestigioso e ambito riconoscimento internazionale nel campo dell’astrofisica delle alte energie, il premio Bruno Rossi (dal nome del padre della fisica dei raggi cosmici,  fra i più importanti scienziati del XX secolo), è stato assegnato ad AGILE, frutto della collaborazione tra ASI, INAF, INFN, CIF insieme al CNR e all'industria italiana.

 

L’American Astronomical Society ha infatti premiato il piccolo gioiello interamente italiano ad Austin, in Texas, per la recente scoperta della variabilità dell'emissione gamma dalla Nebulosa del Granchio (M. Tavani et al., Science 2011).

 

“Il premio di oggi ci inorgoglisce  soprattutto perché è il quarto che l'ASI riceve per il suo ASDC (ASI Science Data Center)”, commenta il Presidente dell’ASI, Enrico Saggese. “Dal 2007 a oggi – prosegue il numero uno dell’Agenzia Spaziale Italiana - abbiamo ricevuto il Bruno Prize per BeppoSAX, Swift, per Fermi lo scorso anno e oggi per AGILE, premio dato al PI Marco Tavani e al suo team nel quale ASDC ricopre un ruolo cruciale. La missione AGILE rappresenta per l’ASI un importante programma scientifico di riferimento e in questi anni di vita operativa ha fornito spesso rilevanti e inattese sorprese, che sono certo continueranno  grazie al prolungamento della sua vita operativa".

 

"Il satellite – conclude Saggese - è il frutto di una rilevante attività di ricerca e sviluppo, tutta italiana, che ha visto il settore spaziale italiano, sia scientifico che industriale, al lavoro in completa sinergia sotto il coordinamento dell’ASI. Ritengo importante sottolineare che nelle attività operative di AGILE è coinvolta anche la nostra Base di Malindi, in Kenia, in quanto unica stazione di Terra per il controllo del satellite in orbita e per la raccolta dei dati”.

 

AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) ha rivelato una forte e inattesa emissione gamma transiente nella direzione della Nebulosa del Granchio, una delle sorgenti più brillanti del cielo nello spettro X e gamma. La Nebulosa del Granchio (Crab) ha al centro una pulsar che trasferisce energia al gas della parte interna della Nebulosa attraverso un forte vento fatto di onde elettromagnetiche e particelle.

 

L’incredibile scoperta, avvenuta il 23 settembre 2010, è stata prontamente annunciata dal Team di AGILE alla comunità scientifica ed è stata successivamente confermata anche dal satellite della NASA Fermi, dedicato come AGILE allo studio dei raggi gamma. Fino ad allora, la Nebulosa  non aveva mai dato segni di variabilità, anzi, grazie alla costanza del suo flusso era sempre stata usata come sorgente di riferimento e calibrazione.

 

“La scoperta della variabilità della Crab - spiega Barbara Negri, responsabile dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’ASI - è avvenuta anche grazie alla capacità di monitoraggio del cielo gamma e di allerta rapida del satellite AGILE, che aveva già visto un aumento del flusso gamma nel 2007, durante la fase di calibrazione del satellite, a pochi mesi dal lancio (C. Pittori et al., A&A 506, 2009)”.


“I dati di AGILE raccolti presso la base ASI di Malindi - aggiunge Paolo Giommi, responsabile dell’ASDC - vengono prontamente acquisiti e gestiti dall'ASDC, il centro dati multi-missione dell'ASI, ed analizzati quotidianamente dai ricercatori del team AGILE presso diversi istituti dell’INAF e presso l’ASDC stesso”.

 

“Questo efficiente lavoro di squadra – conclude Giommi - ha portato alla scoperta della variabilità dell’emissione gamma dalla Nebulosa del Granchio, che rompe quello che per tutti gli scienziati era un “tabù” e cioè che la sorgente stabile per antonomasia, usata per calibrare tutti i satelliti per astronomia delle alte energie, potesse variare all'improvviso.”