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500 lampi gamma osservati, il record di Swift

Il grande risultato della sonda Nasa in orbita dal 2004 per mappare gli eventi più energetici dell'universo

La sonda Explorer-84 della Nasa, meglio conosciuta come Swift, continua a collezionare successi. Il 13 aprile scorso il "cacciatore" di lampi gamma, in orbita dal 2004 per studiare e mappare gli eventi più energetici dell'universo, ha catturato la 500esima emissione gamma della sua "carriera". L'esplosione, avvenuta nella costellazione Cassiopea, ha prodotto un lungo lampo del tipo generalmente associato al collasso di un stella massiva.
Il lampo "numero 500" si chiama GRB 100413B e nella sua sigla oltre all'acronimo di "gamma-ray burst" (GRB) sono nascosti l'anno, il mese e il giorno in cui l'evento è avvenuto, seguiti da una lettera, in questo caso la "B", che rappresenta l'ordine delle esplosioni registrate nello stesso anno. 100413B è dunque il secondo gamma-ray burst "catturato" da Swift nel 2010 e il 500esimo "puntino" nella mappa di GRB (immagine in basso) prodotta dalle osservazioni della sonda dal 2004 a oggi.

Nella sua lunga e prolifica “caccia” ai lampi gamma, Swift ha finora dato agli astronomi di tutto il mondo grandi soddisfazioni. “Dall’identificazione dei lampi di raggi gamma “brevi” allo studio “in diretta” dell’esplosione di una Supernova fino alla scoperta del GRB più distante mai identificato, ad oltre 13 miliardi di anni luce da noi, solo per citarne alcuni, Swift ha collezionato una lunga serie di successi” dice Guido Chincarini, responsabile scientifico italiano per la missione. “Oggi l’enorme mole di dati accumulati è una miniera di informazioni preziosissime per comprendere in dettaglio i processi fisici che stanno alla base dei fenomeni più violenti del nostro Universo”.



Il merito di questi risultati, fondamentali per la ricerca astrofisica, è anche di scienziati, tecnici e industrie del nostro Paese.  “Swift ha rappresentato per l'Italia non solo un grande successo scientifico, ma anche tecnologico” sottolinea Giovanni Pareschi, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera. “Il modulo ottico con specchi in nichel elettroformato, sviluppato per ASI sotto la responsabilità INAF-Osservatorio di Brera in collaborazione con Media Lario, ha funzionato secondo le aspettative”.


L'Agenzia Spaziale Italiana fornisce inoltre al progetto Swift l'utilizzo della stazione di Malindi in Kenia, una struttura decisiva per il corretto svolgimento della missione. Italiano è anche il consorzio responsabile dello sviluppo delle procedure di analisi dei dati raccolti dal telescopio X. Nel nostro Paese tutti i dati registrati da Swift sono sotto la responsabilità del Centro Dati denominato Italian Swift Archive Center (ISAC), che è composto da due soggetti: l'ASI Science Data Center (ASDC) a Roma e l'INAF-Osservatorio Astronomico di Brera.

"Nonostante la complessità del sistema, basato su attrezzature e personale distribuiti su tre continenti, Swift è in grado di fornire regolarmente i suoi dati in tempi da record servendo in maniera impeccabile tutta la comunità scientifica mondiale" spiega Paolo Giommi, responsabile dell'ASI ASDC. "Grazie alla sua efficienza e versatilità Swift è diventato uno degli osservatori scientificamente piu' produttivi degli ultimi anni".


I successi di Swift sono solo gli ultimi in ordine di tempo per l'Italia, che da decenni è all'avanguardia nel campo dell'astrofisica delle alte energie e, in particolar modo, nello studio dei lampi di raggi gamma, una tradizione iniziata con il glorioso satellite BeppoSAX negli anni Novanta.


E l'impegno dell'Italia e del'Asi nelle missioni spaziali dedicate all’Astrofisica delle alte energie continua. Con AGILE, missione tutta italiana per lo studio dell’Universo nei raggi gamma, con gli osservatori spaziali Fermi, XMM-Newton, Chandra, INTEGRAL, e con quelli a terra, come il telescopio MAGIC.