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2012 DA14: l'asteroide che sfiorerà la Terra

Il transito, previsto per il 15 febbraio, sarà accuratamente monitorato per studiarne la forma, le misure e la traiettoria

Si preannuncia come un passaggio memorabile per molti aspetti, quello dell’asteroide 2012 DA14, che il prossimo 15 febbraio sfiorerà la Terra passando a soli 35mila chilometri dal centro della Terra.

Talmente vicino da penetrare il cosiddetto "anello di satelliti", ovvero la fascia posta a 36 mila chilometri d'altezza in cui orbitano i satelliti geostazionari come quelli per le telecomunicazioni. 2012 DA14 è un pezzo di roccia di 50 metri di diametro grande più o meno quanto metà campo di calcio e con un peso stimato di circa 130 mila tonnellate.

"Il passaggio di questo asteroide – ha dichiarato Claudio Portelli responsabile ASI per i detriti spaziali – rappresenta un’ottima possibilità di osservazione ottica e radar dell’oggetto da parte degli esperti italiani le informazioni ottenute saranno immagazzinate nel centro europeo di raccolta e processamento dei dati sui NEO (Near Earth Object) nell’ambito del programma Space Situational Awareness, ormai operativo all’ESRIN".


Soprannominato "l’asteroide dei record", 2012 DA14 vanta il più vicino approccio alla Terra mai previsto per un oggetto così grande.

E’ stato scoperto dall'Osservatorio Astronomico di Maiorca in Spagna, il 23 febbraio 2012 e da allora è stato scrupolosamente monitorato dagli esperti di tutto il mondo che hanno escluso la possibilità di impatto dell’oggetto con la Terra: la distanza di massimo avvicinamento dell'asteroide sarà di poco più di 20mila chilometri dalla superficie terrestre.

Il flyby del 15 febbraio è di gran lunga il più vicino e lo sarà per diversi decenni: il prossimo incontro ravvicinato con questo asteroide avverrà il 16 febbraio 2046, quando 2012 DA14 passerà ad una distanza di 1 miliardo di km dal centro della Terra.

Nonostante le dimensioni, DA14 non sarà visibile a occhio nudo ma sarà osservabile  nell'Europa dell'Est, in Africa o in Asia, con un binocolo nel momento di massima vicinanza alla Terra (il 15 febbraio alle 19.24 UTC), mentre per l’Italia l’appuntamento è previsto per le 23.