

Nato come un progetto esclusivamente europeo, nel corso del 2009 il programma EXOMARS si è allargato Oltreoceano fino a diventare una missione congiunta ESA-NASA. L’obbiettivo principale resta stabilire la presenza di vita, non solo in passato, su Marte, e raccogliere tutte le informazioni necessarie a preparare la futura esplorazione umana del pianeta rosso. L’Italia ha mantenuto un ruolo di primissimo piano, restando Principal Investigator di ben 5 esperimenti e fortemente coinvolta in altri tre. Con il contributo americano, il progetto originario si è notevolmente ampliato, imponendo un inevitabile slittamento in avanti della tempistica di lancio. I rover sono così diventati due e l’intera missione è stata suddivisa in tre fasi successive. Nel 2016 è previsto il lancio di un Orbiter europeo, principalmente dedicato a tracciare la presenza di metano nell’atmosfera marziana: la presenza di questo gas, rilevata di recente, potrebbe essere legata sia alla presenza di forme di vita sia a fenomeni di carattere geologico. Contemporanemente, è previsto lo sgancio di un lander sulla superficie del pianeta rosso, il cui unico scopo è dimostrare le capacità dell’ESA di atterrare con successo su Marte. La seconda fase del programma EXOMARS scatta nel 2018, con il lancio congiunto del rover europeo e di quello della NASA. Nella terza fase, due anni dopo, è previsto infine il lancio di una serie di lander statici con a bordo una serie di pacchetti scientifici dedicati prevalentemente a studi di carattere meteorologico, ambientale e geofisico.
Per l’Europa è un progetto ambizioso, dopo il tentativo russo fallito nel 1996 e la perdita del lander britannico Beagle2 nel 2003, a margine del successo del programma esplorativo della sonda Esa Mars Express. Un progetto ambizioso in cui l’Italia ha un ruolo di rilievo non solo sul piano scientifico, ma anche perché il nostro paese è candidato a ospitare il centro di controllo a terra del robot: il Rocc (Rover operative control center) dove lavorerà il team di tecnici e scienziati, potrebbe infatti essere realizzato a Torino da Altec, società compartecipata da ASI, Thales Alenia Space (Finmeccanica/Thales) e dal consorzio pubblico-privato Icarus.
Il modello di riferimento è il successo della missione Nasa dei rover Spirit e Opportunity, giunti sul pianeta rosso il 2 e 24 gennaio 2004: sviluppo e lancio di un veicolo in grado di raggiungere Marte, dotato di un modulo di discesa per atterrare sul suolo del pianeta capace di immetersi in orbita (un “Descent Module” a bordo del quale si troveranno i rover robotici per l’esplorazione). Utilizzando pannelli solari per la produzione di energia, i rover si sposteranno sulla superficie del pianeta in accordo a piani di operazione predefiniti, con la capacità di effettuare penetrazioni della crosta di Marte fino a due metri di profondità. Le numerose funzioni di intelligenza artificiale di cui sarà dotato il rover europeo (EXOMARS) lo metteranno in condizione di muoversi non solo comandato da Terra ma anche in maniera autonoma, conducendo esperimenti senza la necessità di interventi umani. Durante l'esplorazione, Exomars userà una telecamera a 360 gradi per ricostruire con estrema precisione un modello geografico tridimensionale del pianeta rosso. L’obbiettivo è ottimizzare le risorse disponibili e massimizzare il ritorno scientifico che è vincolato anche da una finestra temporale difficilmente aggirabile. Il rover europeo potrà infatti operare solo durante il giorno e comunque entro l’inizio della violenta stagione delle tempeste di sabbia: presumibilmente circa 6 mesi, corrispondenti a 180 giorni marziani (sol).