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CASSINI-HUYGENS

Alla scoperta di Saturno e suoi anelli e satelliti

È la più grande navicella interplanetaria mai costruita. In più di dieci anni dedicati all’esplorazione di Saturno e della sua luna Titano, CASSINI-HUYGENS ha già rivoluzionato le nostre conoscenze sul sesto pianeta del Sistema Solare. Si tratta di una missione storica, frutto della collaborazione tra NASA, Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Lanciata il 15 ottobre 1997 dalla base USA di Cape Canaveral, la sonda Cassini ha raggiunto Saturno dopo sette anni di viaggio durante i quali ha percorso oltre tre miliardi e mezzo di chilometri. Alla vigilia di Natale del 2004, l’orbiter Huygens si è staccato dalla sonda principale per fare rotta verso Titano. Dopo 22 giorni di viaggio, da gennaio 2005 Huygens ruota intorno al satellite naturale di Saturno per studiare le sue caratteristiche.

 

 

Cassini è la sonda scientifica più capace mai realizzata, con un record di 12 strumenti, ai quali vanno aggiunti altri sei a bordo della sonda Huygens. Riceve energia da tre generatori termoelettrici che producono energia grazie al rilascio degli isotopi dovuto al naturale decadimento del plutonio che li alimenta. Tecnicamente parlando, la missione è un vero prodigio della tecnologia spaziale del 20° secolo. La sonda comunica a Terra grazie a un’antenna ad alto guadagno di quattro metri di diametro. L’antenna, assistita da un complesso sistema elettronico di bordo, è stata fornita dall’ASI e rappresenta il cuore del sistema di telecomunicazioni della missione. Sono italiani anche il canale visibile dello spettrometro a immagini VIMS, le unità a radiofrequenza del radar e lo strumento di radioscienza, capace di rivelare l'effetto delle onde gravitazionali e di effettuare misure relativistiche.

 

 

A bordo della sonda Huygens c’è un altro strumento italiano: si tratta di HASI e i suoi sensori hanno fornito, durante la discesa su Titano, accurate misure della dell'atmosfera, compresa la temperatura sulla superficie della luna e la pressione. Questa misurazione è stata preparata da una serie di esperimenti con palloni stratosferici dalla base ASI di Trapani-Milo, che hanno simulato la discesa nell'atmosfera di Titano di HASI.

 

 

L’obiettivo della missione CASSINI-HUYGENS era, ed è ancora, far luce sui tanti misteri irrisolti su Saturno: cosa alimenta la fornace all’interno del pianeta, quale è l’origine degli anelli, quante sono le lune, qual è la sorgente di metano (un composto associato all’attività biologica sulla Terra) di cui l’atmosfera di Titano è così ricca, se ci sono altri oceani su questa grande luna. Grazie alla perfetta performance di tutti gli strumenti, è stato possibile fare centinaia di scoperte sull'atmosfera di Saturno, sugli anelli e su altre lune. L’osservazione della luna Titano ha aperto uno squarcio di conoscenza su quella che poteva essere la Terra prima dell’evolversi della vita. Si è scoperto per esempio che i laghi, i fiumi e la pioggia di Titano, sono composti di metano ed etano, e le temperature raggiungono i -143 gradi Celsius. Sebbene Titano abbia una atmosfera densa da limitare la vista della superficie, il radar e spettrometro ad infrarossi di Cassini ha fornito agli scienziati una buona visione della sua superficie. Il Titan Radar Mapper ha finora ripreso il 14 per cento della superficie di Titano con una risoluzione di circa mezzo chilometro.

 

La missione Cassini-Huygens ha ormai superato la metà della sua durata nominale. Ad aprile 2008 è stata confermata per altri due anni. Le sonde sono infatti ancora in ottime condizioni, e hanno abbastanza propellente per questa nuova promettente fase della missione. Una delle principali priorità dell’estensione della missione sarà quella di studiare Encelado, altra piccola luna di Saturno, solo un decimo della luna Titano e un settimo delle dimensioni della luna terrestre. Sulla base dei dati forniti da Cassini, gli scienziati hanno potuto stabilire che subito sotto la superficie di Encelado potrebbe esserci acqua liquida.