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L’Italia e la Stazione Spaziale Internazionale

Il ruolo italiano nella più grande collaborazione internazionale mai realizzata

Avamposto della colonizzazione dello spazio, laboratorio di ricerca scientifica unico nel suo genere, luogo di sperimentazione delle tecnologie più avanzate. La Stazione Spaziale Internazionale (o ISS, International Space Station) è il più importante programma di cooperazione internazionale mai intrapreso in campo scientifico e tecnologico.

 

Dal 2000, quando salì a bordo il primo equipaggio permanente, la ISS (la cui costruzione inizià nel 1998) assicura una ininterrotta presenza umana nello spazio. Una volta completata, con i suoi sette laboratori pressurizzati e le nove piattaforme esterne, rappresenterà un vero e proprio laboratorio orbitante per la ricerca scientifica e tecnologica. Consentirà di condurre esperimenti impossibili sulla Terra in diversi campi, dalla fisica alla chimica, dalla biologia alla medicina e fisiologia, e naturalmente nel campo dell’osservazione dell’Universo e del pianeta Terra.

 

 

Nel 2010, la Stazione Spaziale Internazionale, sarà costituita da un complesso di moduli pressurizzati lungo 74 metri e da una struttura reticolare che, estendosi per 110 metri, sosterrà i pannelli solari per la generazione di energia elettrica e i radiatori per la dissipazione del calore in eccesso.

 

Su questa struttura saranno montati una serie di elementi funzionali della Stazione, tra cui un braccio robotizzato canadese e quattro piattaforme per l'alloggiamento di carichi utili ed esperimenti esterni.

 

Una volta assemblato, l'intero complesso coprirà una superficie pari a quella di un campo di calcio.

 

 

 

Lo spazio abitabile sarà di 935 metri cubi (pari al volume di due jumbo jet) e comprenderà, tra gli altri, i seguenti laboratori:

  • Destiny: laboratorio multidisciplinare statunitense
  • Columbus: laboratorio multidisciplinare europeo
  • Kibo, laboratorio multidisciplinare giapponese
  • Russian Research Module, laboratorio multidisciplinare russo

L'Italia, svolge un ruolo particolarmente importante in questo programma, partecipandovi in triplice modalità:

  • attraverso l'accordo bilaterale tra l'ASI e la NASA che prevedeva la fornitura da parte di ASI di tre moduli logistici (MPLM) in cambio di diritti di utilizzo della stazione;
  • attraverso la partecipazione nell'ambito dell'Agenzia Spaziale Europea, alla realizzazione primariamente del laboratorio Columbus;
  • attraverso un'intesa con la NASA e l'ESA per la realizzazione in Italia dei Nodi 2 e 3 della Stazione spaziale.

Inoltre, l'industria italiana è fortemente impegnata nella realizzazione di elementi chiave della stazione sviluppati dalla Agenzia Spaziale Europea (Cupola, ATV).

 

PRINCIPALI ELEMENTI SVILUPPATI DALL'ITALIA

Gli MPLM  (Multi Purpose Logistic Module)  Leonardo, Raffaello e Donatello sono moduli pressurizzati per il trasporto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale d'equipaggiamento, rifornimenti e attrezzature sperimentali mediante lo Space Shuttle. I moduli vengono portati in orbita all'interno del vano di carico dello shuttle. Ogni MPLM può rimanere agganciato alla stazione per una settimana ed è accessibile agli astronauti che possono agevolmente compiere le operazioni di carico e scarico. Al termine delle operazioni l' MPLM viene sganciato dalla stazione e riposto nella stiva dello shuttle per il ritorno a terra. Fino ad oggi gli MPLM hanno effettuato con pieno successo sei missioni. Ciascun modulo è stato realizzato per effettuare 25 missioni nell'arco della sua vita operativa di dieci anni.

 

I Nodi 2 e 3 sono elementi d'interconnessione tra i diversi laboratori della Stazione e forniscono  punti d'attracco per i veicoli che periodicamente andranno a visitare la stazione stessa. In particolare il Nodo 2 garantisce la connessione e la distribuzione delle diverse "utenze" (potenza, aria, comunicazioni) al laboratorio americano Destiny, già in orbita, al laboratorio europeo Columbus e al laboratorio giapponese Kibo, che saranno lanciati dopo il Nodo 2. Oltre a queste funzioni il Nodo 2 aumenterà il volume abitativo a disposizione degli astronauti. Il Nodo 3 alloggerà invece anche un sistema di rigenerazione dell'aria e dell'acqua che permetterà di riportare a 6 i membri permanenti dell'equipaggio della stazione.

 

Il Nodo 2 è stato il carico principale della missione STS-120 con a bordo l'astronauta italiano Paolo Nespoli, il cui lancio ha avuto luogo il 23 ottobre 2007.

Sulla base di una intesa tra NASA ed ESA, ASI ha avuto fino a luglio del 2004 la delega della responsabilità della realizzazione del Nodo 2 e Nodo 3 della Stazione Spaziale. Il Nodo 2 è stato consegnato alla NASA nel giugno del 2003 e nell'ambito della stessa intesa ASI ha progettato e portato ad una fase avanzata di produzione il Nodo 3. L'ultima fase dello sviluppo del Nodo 3 sarà gestita dall' ESA.