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La ricerca italiana dà ragione a Einstein: a Ciufolini la medaglia Occhialini

A Londra premiato il fisico del frame-dragging. Grazie agli studi su Lageos le previsioni sulla distorsione spazio temporale di una massa in rotazione trovano conferma

La ricerca scientifica fa centro con LAGEOS. Per l’edizione 2010 del Premio Occhialini è stato premiato a Londra lo scorso 30 settembre lo scienziato italiano Ignazio Ciufolini, autore del lavoro di ricerca sul “frame dragging”, condotto con l’ausilio dei satelliti  LAGEOS 1 e 2. Il secondo dei due satelliti è una missione congiunta ASI/NASA, mandata in orbita nel 1992  dallo shuttle con il sistema italiano di lancio IRIS e ancora operativa nel prossimo futuro.

L’ambito premio per la Fisica è stato instituito congiuntamente dalla Società Italiana di Fisica (SIF) e dall’ Institute of Physic (IOP) nel 2007, in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Occhialini, ricercatore italiano che con i suoi studi sulla fisica dello Spazio contribuì alla fondazione dell’Agenzia Spaziale Europea.

 

Il riconoscimento, decretato da un comitato dello IOP, giunge al Prof Ciufolini a seguito di lunghe ed approfondite osservazioni condotte per verificare l’ audace previsione di Eistein sulla distorsione spazio-temporale indotta da una massa in rotazione, utilizzando satelliti con specchietti catarifrangenti come Lageos 1 e 2.


La rotazione di un corpo, previde Einstein, modifica lo spazio-tempo, un po’ come una trottola che giri su una tovaglia tende ad arrotolarne la stoffa . Il fenomeno è chiamato “frame-dragging”, o trascinamento dei sistemi di riferimento inerziali, o anche “effetto Lense-Thirring" (da Joseph Lense e Hans Thirring, i due fisici che per primi svilupparono l’intuizione di Einstein).
Purtroppo i calcoli dicono che l’effetto Lense-Thirring comporta una deformazione quasi impercettibile quando la massa in gioco non è grande e non ruota molto velocemente, come accade nel caso della Terra; il fenomeno è quindi difficile da dimostrare. Ciufolini, professore di fisica all’Università del Salento, è riuscito nell’intento indirizzando da terra un potente raggio laser verso Lageos e raccogliendo con un telescopio la debole luce riflessa dai catarifrangenti. Un orologio atomico ha permesso poi di misurare con estrema precisione il tempo impiegato dalla luce nel suo viaggio di andata e ritorno, e da questo dato si riesce a stabilire la posizione del satellite in un dato istante con il minimo margine di errore richiesto.

 

"Un futuro miglioramento di un ordine di grandezza nell’accuratezza dell’attuale misura del “frame-dragging”, da noi già ottenuta con i satelliti Lageos, costituirebbe un esperimento critico in fisica" ha commentato il Professore "ed una nuova fondamentale conferma della teoria della Relatività generale di Einstein. Con il satellite Lares, già pronto e che sarà messo in orbita il prossimo anno, riusciremo a ottenere un tale miglioramento di un ordine di grandezza nella misura del “frame-dragging”.