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PLANCK, i primi risultati sullo studio dell'Universo

A due anni dal lancio, la sonda europea trasmette i primi dati. Il videoservizio su AsiTV

Il nuovo anno comincia con un evento particolarmente significativo per l’astronomia e l’astrofisica italiana. Dopo la pubblicazione della prima immagine nel luglio scorso, sono stati resi pubblici oggi i primi attesissimi risultati scientifici del satellite Planck. Partito nel 2009 con l'obiettivo di indagare le origini dell'universo attraverso lo studio della radiazione cosmica di fondo, Planck  è in grado di fornire un’immagine del cielo con precisione angolare e sensibilità mai ottenute prima, divenendo fonte primaria di informazioni per testare le teorie sulla formazione dell’universo e sulla sua attuale struttura.

 

I nuovi dati e le immagini catturate da Planck sono stati presentati nel corso dell'incontro tra Agenzia Spaziale Italiana e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), svoltosi presso la sede ASI di Via di Villa Grazioli a Roma. La conferenza, che ha visto la partecipazione dei presidenti ASI e INAF Enrico Saggese e Tommaso Maccacaro, del rappresentante ESA, Fabio Favata, del P.I. di LFI Nazzareno Mandolesi dell'INAF, della Responsabile di Osservazione dell'Universo dell'ASI, Barbara Negri, del coordinatore scientifico dell'ente spaziale Enrico Flamini, si è tenuta in contemporanea  al media briefing organizzato dall’ESA a Parigi, e ad altri eventi paralleli a Copenaghen e a Seattle.

 


Introducendo il meeting, il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana ha espresso grande soddisfazione per la proficua collaborazione tra ASI e enti di ricerca, INAF in particolare, e per l'efficace coordinamento tra Agenzia Spaziale Europea e agenzie nazionali. "Il nostro paese - ha detto Saggese - in questi anni ha raggiunto una posizione di eccellenza nel campo dell’osservazione ed esplorazione dell’Universo vicino e lontano. L’importante contributo italiano dato al successo della missione Planck ne è una conferma". Maccacaro ha evidenziato il successo della collaborazione tra Enti di ricerca e industria a livello europeo e ha illustrato lo stato di avanzamento della missione: Planck che ha completato due delle quattro mappature del cielo previste (una ogni sei mesi) e attualmente sta effettuandone la terza.

Planck "parla italiano", ha sottolineato Nazzareno Mandolesi, responsabile Low Frequency Instrument (LFI). Per reggiungere questo importante traguardo infatti, è stata fondamentale l'alchimia tra Asi, enti di ricerca (INAF, Università Statale di Milano, Sissa Trieste, Università Roma Tor Vergata, CNR di Pisa, ASDC, Università di Roma La Sapienza) e industria italiana (Thales Alenia Space, Microwaves system e Galileo).  Il prossimo appuntamento è fissato dal 13 al 17 febbraio 2012 a Bologna, quando saranno disponibili nuovi riscontri.

 

 

Qui a destra, una immagine della prima survey a tutto cielo di Planck con, evidenziate nei sei riquadri, le posizioni dei primi campi utilizzati per rilevare e studiare le anistropie del fondo cosmico infrarosso.

 

Guarda il video su Planck

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