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NADIA

Navigazione satellitare a supporto dei cittadini disabili

In Italia ci sono poco meno di tre milioni di persone disabili non autonome, più del 5% della popolazione di età superiore a 6 anni. [ISTAT 2003]
Ci sono circa 300.000 non vedenti e 700.000 persone con gravi problemi di vista, molti dei quali anziani [Unione Italiana Ciechi]. Ci sono anche 1.250.000 disabili motori: persone che non possono camminare e si muovono solo su una sedia a rotelle [ISTAT 2005].
Sono uomini e donne che affrontano quotidianamente gravi problemi di mobilità. Ciò che per la maggioranza delle persone è un normale spostamento in città, rappresenta per loro invece un problema di autonomia, di incolumità, di riduzione dei rapporti sociali e della qualità della vita.
Le tecnologie di navigazione satellitare, applicate alla mobilità personale, possono contribuire al miglioramento di questa situazione aumentando indipendenza e sicurezza delle persone disabili.
Alla fine del 2007 è stato avviato dall’ASI il progetto NADIA (NAvigation for DIsability Applications), con il fine di sviluppare, a livello dimostrativo, applicazioni e servizi che consentano una migliore mobilità alle persone che hanno problemi motori, di vista e percettivi.

 

Cosa è NADIA?
Grazie alle più recenti tecnologie di navigazione satellitare, il progetto NADIA affronta, a livello di ricerca avanzata, i bisogni fondamentali legati agli spostamenti in sicurezza di non vedenti, ipovedenti e disabili motori per migliorarne le possibilità di vita indipendente, aumentare il senso di appartenenza alla società, incrementare il livello di attività e del senso di autorealizzazione.
Le persone hanno un ruolo centrale in NADIA. Il progetto vuole contribuire alla facilità e alla sicurezza degli spostamenti quotidiani indicando percorsi privi di rischio - anche usando più mezzi di trasporto – e guidando nel superamento degli ostacoli anche all’interno di edifici non raggiunti dal segnale satellitare. Deve anche permettere pronti interventi in caso di richiesta di soccorso.
In altre parole NADIA vuole fornire quegli elementi di informazione e salvaguardia che permettono a una persona disabile di muoversi in libertà come tutti.
NADIA è il primo progetto di una linea di sviluppo finanziata dall’ASI per la realizzazione di prototipi funzionanti e sperimentati di avanzati sistemi di ausilio. Alla fine del ciclo i risultati consentiranno lo sviluppo da parte dell’industria che potrà così rendere disponibili sul mercato prodotti e servizi.
Già altri progetti hanno fornito contributi nel campo della mobilità dei disabili motori e dei non vedenti utilizzando le potenzialità della navigazione satellitare. I risultati ottenuti finora sono stati però limitati dall‘accuratezza e dell’affidabilità del GPS statunitense. Inoltre i precedenti progetti affrontavano ciascuno solo un tipo di disabilità, e sviluppavano spesso terminali isolati e con tecnologie proprietarie che difficilmente si sarebbero potuti evolvere in senso commerciale. Da ultimo gli studi precedenti affrontavano separatamente la mobilità all’aperto – usando il GPS – e gli spostamenti in ambienti indoor – con tecnologie diverse – ma non consideravano il problema della continuità di movimento fra i due tipi di ambienti.

 

Come è fatto NADIA?
NADIA è un sistema articolato che parte dalle specifiche esigenze delle persone e arriva all’utilizzo di infrastrutture di navigazione satellitare.
In NADIA sono stati realizzati dei terminali adatti ai diversi tipi di disabiltà, con interfacce facilitate che sfruttano canali visivi, sonori e tattili,  ottimizzate sulle potenzialità delle persone che non sono in grado di usare terminali tradizionali. I terminali ricevono ed elaborano sia i segnali satellitari, sia  le informazioni provenienti da specifici centri servizi dedicati che forniscono informazioni specifiche per le differenti forme di disabilità, come ostacoli e punti di interesse. A loro volta i centri servizi sono collegati ad un unico sistema centrale di navigazione che rende disponibili tutti i dati di navigazione ausiliari ricavati dalle costellazioni GNSS.
Questa struttura funzionale è una novità nei progetti di questo tipo.
NADIA ha degli aspetti unici, come l’uso di tecnologie satellitari innovative che permettono alte accuratezze e un livello di affidabilità (integrità) raggiungibili grazie ad EGNOS e Galileo. Altri aspetti molto innovativi sono i terminali facilitati, l’uso combinato di tecniche e reti diverse per la determinazione della posizione - satellite, piattaforme inerziali, elementi locali ecc. -  e la struttura a quattro livelli operativi specializzati – infrastrutture spaziali e terrestri, unico sistema centrale di navigazione, centri servizi dedicati, terminali specializzati - che consente la più grande flessibilità e scalabilità del sistema.
Il team di progetto, organizzato per affrontare il complesso obiettivo in modo efficace ed organico, comprende grandi industrie e piccole imprese, università e associazioni di utenti con disabilità.

 

Come funziona NADIA?
Oggi possiamo immaginare degli scenari che potranno avverarsi una volta che l’applicativo sperimentato sia diventato prodotto, e i servizi siano disponibili sul mercato.
Un disabile motorio o un non vedente potrà collegarsi, tramite il proprio terminale (dedicato), al centro servizi (dedicato) per ottenere, la pianificazione di un itinerario in una struttura complessa, come ad esempio una città universitaria. Il centro servizi attingerà quindi dal sistema centrale di navigazione (unico) i dati aggiuntivi di navigazione a diversi livelli di accuratezza e la cartografia della zona. Il centro servizi  aggiungerà le informazioni specifiche: ad esempio la segnalazione delle barriere architettoniche presenti nella zona, gli ostacoli e altre informazioni utili. Quindi il sistema potrà suggerire il percorso migliore, piu’ agevole e con meno pericoli anche passando dall’esterno a spazi chiusi, senza che mai la guida di aiuto venga meno.