
Il Trasferimento tecnologico si caratterizza come un insieme di attività preposte all'utilizzazione di tecnologie di origine spaziale "trasferite" in altri contesti produttivi e/o di servizi, orientato sia alla valorizzazione delle tecnologie già sviluppate sia ad una loro futura e sistematica riutilizzabilità in settori non spaziali.
Al tempo stesso assume notevole importanza il trasferimento delle tecnologie dal settore non spaziale a quello spaziale. Tale complesso di attività si articola in:
1. trasferimento delle tecnologie di proprietà dell'ASI dallo spazio verso terra (down-stream);
2. sviluppo di attività dalla terra verso lo spazio (up-stream). In questo caso non si parla più di tecnologie di proprietà dell'Agenzia, ma il ruolo dell'Agenzia consisterebbe nel favorire la "spazializzazione" di tecnologie, ad oggi, di esclusivo uso terrestre.
Più nel dettaglio, il trasferimento tecnologico dallo spazio verso terra, consiste nella individuazione di tecnologie già sviluppate con finanziamenti ASI e per le quali risulta possibile realizzare un trasferimento tecnologico verso settori di mercato terrestre che trarrebbero vantaggio dalla nuova tecnologia. L'attività di finanziamento ASI sarebbe indirizzata esclusivamente alla fase di adattamento della tecnologia per il mercato di sbocco individuato. Ciò consentirebbe un'ulteriore valorizzazione dei fondi pubblici, in precedenza stanziati, per l'industria detentrice della tecnologia da trasferire.
Il trasferimento tecnologico dalla terra verso spazio, invece, si basa sulla capacità di individuare tecnologie innovative e consolidate che vengono utilizzate nei mercati terrestri e per le quali, con opportuni adeguamenti, si potrebbe ipotizzare un loro impiego in ambito spaziale. I settori dai quali sarebbe possibile ed auspicabile attingere tecnologie da trasferire nello spazio sono inizialmente elettronica, meccanica di precisione, materiali, ai quali si potrebbero aggiungere altri settori da individuare.