
Il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo è in fase di realizzazione ma ci vorranno ancora alcuni anni prima che la costellazione di satelliti sia completa ed il segnale sia effettivamente utilizzabile dagli utenti. Nasce quindi l'esigenza di poter collaudare ricevitori ed applicazioni basate sul segnale Galileo in campo, anche in assenza di tutti i satelliti e, successivamente, di poter supportare la certificazione e la ricerca sull'evoluzione del sistema satellitare.
Il GALILEO Test Range (GTR) nasce quindi con l'obiettivo di realizzare, mediante infrastrutture terrestri, un ambiente di test in grado di generare i segnali GALILEO, simulandone anche gli effetti dovuti alla propagazione, in maniera equivalente alla trasmissione reale da parte dei satelliti in orbita. In particolare gli obiettivi principali sono:
Lo sviluppo del GALILEO Test Range è stato già avviato dalla Regione Lazio/FILAS per la prima fase di definizione della infrastruttura.
GTR: obiettivi e tappe
L'Italia con il GTR è stato il primo Paese ad avviare la creazione di una struttura di sperimentazione e sviluppo delle potenzialità, delle applicazioni e dei servizi legati a Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo. Il GTR costituisce un fondamentale strumento di sviluppo a disposizione delle imprese, delle università e degli enti di ricerca del Lazio e di tutta Italia nei comparti di trasporti e infomobilità, telecomunicazioni, sicurezza, tutela ambientale e protezione civile, e un importante fattore competitivo per il settore dell'aerospazio italiano.
Il Galileo Test Range si compone di un Centro di Analisi e Controllo (sviluppato su tre piani per un totale di 1.800 metri quadri e sito presso il Tecnopolo Tiburtino) e di un'Area Sperimentale localizzata tra i comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli, dove una rete di pseudo-satelliti, detti pseudoliti, generano da postazioni fisse o trasportabili il segnale di navigazione. Ad oggi, soltanto la Germania con il progetto GATE ha realizzato un'infrastruttura del genere, per decodificare e utilizzare il segnale del sistema satellitare europeo.
La prima fase (Fase A) di realizzazione del GTR è stata finanziata con un investimento di 9 milioni di Euro dalla Regione Lazio con il supporto operativo della Filas, società regionale dedicata al sostegno dell'Innovazione. Iniziata nel luglio 2005, è stata affidata al raggruppamento di imprese costituito da Telespazio, Thales Alenia Space, Finmeccanica, e si è appena conclusa.
L'accordo attuale prevede che l'Agenzia Spaziale Italiana con il supporto della Regione Lazio - Assessorato regionale allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione Turismo - gestisca la Fase B, che prevede un potenziamento sia della rete di trasmettitori che del centro di controllo, e soprattutto il passaggio alla gestione di segnali Galileo-like (la fase A utilizzava infatti segnali GPS).