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MPLM

I moduli logistici per la ISS

Gli MPLM  (Multi Purpose Logistic Module)  Leonardo, Raffaello e Donatello sono moduli pressurizzati per il trasporto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale d’equipaggiamento, rifornimenti e attrezzature sperimentali mediante lo Space Shuttle. I moduli vengono portati in orbita all’interno del vano di carico dello shuttle. Ogni MPLM può rimanere agganciato alla stazione per una settimana ed è accessibile agli astronauti che possono agevolmente compiere le operazioni di carico e scarico.

 

Al termine delle operazioni l’MPLM viene sganciato dalla stazione e riposto nella stiva dello shuttle per il ritorno a terra. Fino ad oggi gli MPLM hanno effettuato con pieno successo otto missioni. Ciascun modulo è stato realizzato per effettuare 25 missioni nell’arco della sua vita operativa di dieci anni.

 

 

Accordo NASA/ASI per MPLM

L’accordo relativo allo sviluppo dei moduli MPLM è stato firmato nel dicembre 1991 e modificato nell’ottobre 1997, per tenere conto dei cambiamenti derivanti della nuova configurazione della stazione spaziale e dall’ingresso della Russia nel programma.
Sulla base dell’accordo, l’ASI ha sviluppato e fornito alla NASA (rispettivamente nel 1998, 1999 e 2000 portato in volo dall’astronauta Umberto Guidoni) tre unità di volo MPLM denominate Leonardo, Raffaello e Donatello, si è poi impegnata a fornire il supporto alle operazioni dei moduli in cambio di:

- diritti di utilizzo (in termini di allocazioni in ambiente pressurizzato e esterne, upload, download, massa, volume, energia, crewtime, comunicazioni) pari alo 0,85% della quota NASA;

- sei opportunità di volo per astronauti italiani, tre di breve durata come membri dello Space Shuttle e tre di lunga durata come membri dell’equipaggio della Stazione.


I moduli logistici Leonardo, Raffaello e Donatello
Gli MPLM (Multi Purpose Logistic Module) sono moduli pressurizzati per il trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale d'equipaggiamento, rifornimenti ed esperimenti mediante la navetta spaziale americana. I moduli vengono portati in orbita all'interno del vano di carico dello shuttle. Ogni MPLM può rimanere agganciato alla stazione per una settimana ed è accessibile agli astronauti che possono agevolmente compiere le operazioni di carico e scarico.
Al termine delle operazioni lo MPLM viene sganciato dalla stazione e riposto nella stiva dello shuttle per il ritorno a terra. Ciascun modulo è stato realizzato per effettuare 25 missioni nell'arco della sua vita operativa di dieci anni.

 

Lo MPLM ha una struttura cilindrica in alluminio del peso di circa 4500 kg realizzata con pannelli curvi saldati, di lunghezza 6,6 m e diametro 4,5 m. Il modulo è protetto da cosiddette coperte termiche e da pannelli che fanno da scudo in caso d'impatto con micrometeoriti. Le due estremità del cilindro sono chiuse da strutture tronco-coniche dotate di portelloni apribili per il caricamento di esperimenti e forniture logistiche a terra da un lato, e per l'accesso da parte degli equipaggi della stazione spaziale dall'altro. Onde assicurare un ambiente adeguato per gli astronauti, il modulo possiede sistemi di controllo dell'atmosfera interna, per il mantenimento delle temperature di tutti gli equipaggiamenti di bordo e della temperatura dell'aria.

 

E’ inoltre dotato di un sistema per la circolazione dell'acqua di raffreddamento degli armadi (detti anche "rack") frigoriferi, di un sistema di distribuzione della potenza elettrica alle apparecchiatura di bordo e di un computer per la gestione delle funzioni del modulo e dei sistemi di sicurezza.
I carichi sono ospitati negli armadi installati su tutta la superficie interna del modulo. Cinque di questi armadi contengono un servizio d'alimentazione elettrica e di refrigerazione degli esperimenti, qualora fosse necessario. Nel corso della permanenza in orbita i "rack' portati da terra vengono trasferiti nei moduli o nei laboratori della stazione; successivamente lo MPLM viene caricato con gli armadi da riportare a terra e reinserito nella stiva dello space shuttle per il rientro. In questi rack saranno inseriti apparecchiatura e materiali usati per le attività di ricerca in orbita, strumenti non più necessari ed anche rifiuti.