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Paesi extraeuropei

L’Italia e l’ASI giocano da tempo un ruolo prestigioso e riconosciuto all’interno della comunità spaziale internazionale extra UE, avendo stabilito rapporti e attività di cooperazione con diverse agenzie spaziali nazionali - regolati da accordi di cooperazione, rinnovati ed ampliati nel corso degli anni.

 

Gli Stati Uniti rimangono, oltre all’ESA, il partner internazionale con cui sono state stabilite relazioni privilegiate, diversificando nel tempo le tematiche di cooperazione. Con la NASA, l’Agenzia spaziale USA, esiste infatti una solida tradizione di rapporti bilaterali stabilitasi già negli anni ’60. Nel 2016, inoltre, il Parlamento italiano ha ratificato l’Accordo tra il governo degli Stati Unito e il governo italiano relativo alla cooperazione in campo spaziale per gli usi pacifici, accordo già sottoscritto presso l’Ambasciata d’Italia a Washington nel 2013.

 

Ma importanti relazioni e accordi sono stati realizzati nel tempo con altre agenzie nazionali di grande rilevanza internazionale e con i governi di diversi Paesi. Quali ad esempio: Roscosmos (Federazione Russa), JAXA (Giappone), CONAE (Argentina), ISA (Israele), Kenya (per la base spaziale “Luigi Broglio” a Malindi), ISRO (India), CNSA, CAS e CMSA (Cina), EAU (Emirati Arabi), CSA (Canada), BSA (Brasile), AMS (Messico), KARI (Corea), GISDTA (Thailandia).

 

La complessa architettura giuridica e diplomatica di partnership bilaterale e multilaterale, inter-governativa e inter-istituzionale che presiede al progetto della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove coabitano astronauti ed esperimenti di diversissime nazionalità, è forse l’esempio archetipico più straordinario dell’efficacia di queste relazioni internazionali. Ancora oggi la ISS costituisce uno dei tavoli multilaterali privilegiati in cui dialogare e attivare corridoi di attività trasversali, di sviluppo industriale e tecnologico. Un ambito in cui l’Italia mantiene un ruolo di primissimo piano, sia per la presenza umana e scientifica a bordo sia per la realizzazione di circa il 50% dell’infrastruttura.

 

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